giovedì, 23 aprile 2009
Il Lupo* Oggi è un giorno importante.Il vento urla, e regala libertà alle foglie morte. Le rane gracidano come disperate, i grilli si uniscono al coro. Un lupo ulula. I've loved you for so long. martedì, 17 febbraio 2009 A better tomorrow* Poi un giorno ti stanchi del tuo errare, anche seè tutto parte di una strategia, di un cammino, un apprendistato per raggiungere uno scopo. Hagakure. La morte, la nostra. Si mediti quotidianamente sulla sua ineluttabilità. Ogni giorno, quando nulla turba il nostro corpo e la nostra mente, dobbiamo immaginarci squarciati da frecce, lance, spade e fucili. Travolti da onde impetuose Avvolti dalle fiamme di un immenso rogo Folgorati da una saetta Scossi da un terremoto che non lascia scampo Precipitati in un dirupo senza fine Agonizzanti per una malattia o pronti al suicidio per la morte del nostro signore. E ogni giorno, immancabilmente, dobbiamo considerarci morti. E' questa l'essenza del codice del Samurai. * Poi venne il tempo di smettere di distruggere, Venne il tempo del creare, proteggere, credere. Mi sedetti sull'erba verde della collina, con le dita ne accarezzavo i ciuffi irti e gentili, con il naso respiravo tutti gli odori. giovedì, 11 dicembre 2008 Guns' ablazeAnother tricky little gungiving solace to the one, another inch of your life sacrificed for your brother in the nick of time Another dirty money turning on a dime... Ti lasci dietro la polvere, ma la sabbia resiste tra i denti la pelle trattiene il calore intenso gli occhi sono pieni di fumo e fiamme il tuo corpo risponde ad ogni singolo rumore come ad un'esplosione Le dita hanno calli di legno e ti sorprendi a stringere una pentola bollente il naso sente solo un odore, sempre lo stesso l'acqua non riesce a lavarti e dietro le tue palpebre va in scena lo stesso spettacolo ripetutamente Mentre cerchi torpore nell'abbraccio di una bottiglia ti chiedi che cosa è la tua vita osservi i tuoi passi giudicando e ti distacchi da te stesso vagando per altri mondi, nuovi colori, nuovi volti occhi diversi e sapori dolci sulle labbra Nuotare nudo nel mare insieme agli amici correre senza timore, per il puro piacere di farlo Costruire un piccolo muro passandoci sopra le dita accarezzandolo Forse sei ancora un uomo, forse un giorno, ci si può perdere in una notte così. "E allora gli spettri non osano vagare, le notti son salubri e le stelle non maligne. Non fanno sortilegi le fate, né affatturano le streghe. Tanto benigno e tanto sacro è il tempo." venerdì, 12 settembre 2008 Pupina, t'adoro.Ci volevi tu, forse,per smuovermi dal mio torpore. Non ti conosco, ma ti do un bacio. Di quelli che fanno arrossire le novizie e inarcare le dita dei piedi. * Sei diventato saggio sì, sei saggio mentre lasci cadere la tua prima pelle, ti vedo. Ti alzi, non mi lasci parlare non mi lasci respirare e guardando il cielo, ad alta voce, dici: "Questo non è il posto della felicità, ammesso che la felicità possa esistere, è semplicemente il posto del successo, del potere, della ricchezza e della gloria." Ti guardo, sorrido e mordendo il sigaro, dico: "Già." martedì, 13 maggio 2008 Au contraire* Troppo amore fa paura, ma andarsene così,anche se comprendo il tuo dolore, non ha senso, né utilità. Non provo rancore, mi manca il tuo sorriso. Credo non esista un amore sano. Ogni sentimento amoroso, per armonico che appaia, è un'esperienza sinistra. In ognuno c'è la consapevolezza profonda che la persona più vicina e intima può tramutarsi in un attimo nella più minacciosa. Alan Pauls Il mio guscio non è di calcare ho su di me istantanei conduttori sia che cammini sia che stia fermo. Mare! Io mi affido a te. Intuisco ciò che vuoi dirmi. Vedo dalla spiaggia le tue curve invitanti, credo che rifiuterai di tornar via senza avermi toccato. Dobbiamo fare un giro insieme, mi spoglio, portami di corsa lontano che non veda più terra Tienimi tra i tuoi cuscini soffici Dondolami nel tuo fluttuante assopimento fino al risveglio poiché Con musica forte io avanzo, con le mie trombe e i miei tamburi Io non suono marce soltanto per i vincitori riconosciuti Io suono marce per chi è stato sconfitto e ucciso. Mare! Non lasciarmi destare. Contorto e sudato, calmo e fresco, dorme il mio corpo. Io dormo. Dormo a lungo. - Ci mancherai. martedì, 22 aprile 2008 RequiemNell'era sovietica un ascoltatore chiama Radio Armenia e domanda:Q: E' possibile prevedere il futuro? A: Sì, nessun problema. Sappiamo esattamente come sarà il futuro. Il nostro problema è il passato: continua a cambiare. Che non sia mai dimenticato. Golden Hind. La sua scia argento solca velocemente i mari. Le navi inviate ad investigare la affiancano, ma non si avvicinano oltre restano in silenzio Che derivi dal rispetto del dolore o da ciò che gli hanno insegnato le madri e i padri la ragione della loro deferenza è sempre la stessa: il riconoscimento universale di un bisogno sentito da tutte le razze, tutte le specie, tutti i mondi. Il bisogno alla fine di tutto... di tornare a casa. "Ho un favore da chiederti" sussurrò il marinaio "Lascia il peso del corpo, amico mio...vai in pace." rispose il gigante. "Quando morirà, lo prenderò e lo taglierò in piccole stelle Ed egli renderà così bella la volta del cielo che tutto il mondo s'innamorerà della notte e non presterà più nessun culto all'abbagliante sole." Il gigante appiccò il fuoco e si calò in mare i suoi occhi erano pieni di compassione non disse più una parola. giovedì, 03 aprile 2008 Sogni di mare* La luce è costante, siamo noi che giriamo in essa ec'incontriamo, come su una giostra. Mare dalle lunghe risacche, mare che respiri in larghi convulsi soffi, Mare del salino della vita e delle mai scavate e già pronte tombe, Tu che urli e che agiti le tempeste, capriccioso e raffinato mare, Io sono parte integrale di te. Ti proteggerò. Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza. Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza. I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi, la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi. Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto. Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono. Supererò le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce per non farti invecchiare. TI salverò da ogni malinconia, perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te... io sì, che avrò cura di te. Walt Whitman Franco Battiato E' nella mia natura, Ti proteggerò, anche inerme e sconfitto Ti proteggerò. martedì, 18 marzo 2008 A Father to a Son* Never far, never.Viaggerai lontano figlio mio, ma non sarai mai distante, anche se la morte mi porta via sarò al tuo fianco attraverso la vita il sole e la pioggia. Farai tua la mia forza i tuoi occhi avranno la mia luce e ascolterò ogni battito del tuo cuore come se fosse il mio. Ricorda ciò in cui credo ricorda i miei insegnamenti nel male e nel bene sii ciò che ho sempre sognato dai ciò che non ti ho dato sii migliore di me e perdonami perdona il dolore, è andata così. - I think I'm in love, but it makes me kind of nervous to say so. lunedì, 25 febbraio 2008 Antropologie*Si dice che la fine sia già scritta nell'inizio.Di chi la colpa, allora? Di chi ha divorato l'altro? Di chi si è lasciato divorare? Guardo un uomo o una donna osservo il respiro, seguo il saliscendi del petto immagino il cuore, rosso il sangue che si diffonde raggiungendo le dita e le labbra poi ne studio gli occhi, cerco luce nel buio un capello ribelle, le ciglia così inarcate il trucco marcato o lieve, o per niente La linea del collo, seguo il respiro e scendo la forma del corpo, buffo, grazioso, atletico, forte, debole le mani, le dita, le unghie le guardo muoversi, afferrare, stringere, rilasciare e le gambe, le gambe compassi con cui disegnare un mondo o colonne con cui delimitarlo coreografia ipnotica a frequenza variabile e non sono buffi i piedi? sono ciò che ci accomuna di più alle nostre origini animali, primordiali lunghi, corti, larghi, stretti Osservo l'involucro, tento di guardarci dentro sporgendomi sfacciato S.facciato. giovedì, 07 febbraio 2008 Red seaA est, ritto sulle schiene di uomini nudi assassinati. Delirante vidi le nere vele della nave infernale stagliarsi contro il il giallo cielo delle indie. E ancora una volta conobbi l'odore della polvere da sparo, la mente dell'uomo e la guerra. Le teste inchiodate sulla prua guardavano in giù. Quelle che ancora avevano occhi... Divorate dai gabbiani, bruciate dal sale, urlavano senza labbra: "E' inutile, tutto è perduto!" Le onde intorno erano scarlatte, fumanti, orribilmente calde, eppure l'equipaggio seguitava a gridare: "Ancora sangue! Ancora sangue!" Avrei voluto affondare tra i flutti, nella mattanza e guardare lo scafo ricoperto di catrame passarmi sopra e squassato, affondare sotto di lui, verso il buio, il silenzio e la fine, chiedendo perdono a Dio e alla vita, ma ero sempre al timone e stringendo il legno nero facevo rotta verso ciò che sono. Reso folle dall'impotenza, maledissi Dio, e piansi, chiedendomi se anche lui piangesse tra la solitudine delle onde. |